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lunedì 23 marzo 2009

Cantine D'Italia 2009, presentazione guida


Riceviamo e pubblichiamo:



Mercoledì 25 marzo a Milano la presentazione nazionale della nuova edizione della Guida Go Wine. Cantine d'italia 2009 - la Guida per il turista del vino. 520 cantine che valgono il viaggio con 170 Impronte d'eccellenza per l'Enoturismo e degustazione dei Vini Top delle aziende premiate.

Mercoledì 25 marzo 2009, presso l’hotel The Westin Palace***** di Milano sarà presentata la nuova edizione della Guida "Cantine d'Italia 2009" edita da Go Wine e dedicata all'Enoturismo con 522 cantine aperte anche nel weekend che "valgono il viaggio", 1800 vini segnalati, 1000 indirizzi utili per mangiare e dormire, schede regionali di approfondimento sui vitigni autoctoni e sui territori del vino, e un atlante cartografico a colori con 23 cartine geografiche di consultazione.

Una Guida a tutto campo “per il turista del vino”, destinatario dell’opera realizzata da Go Wine, Associazione Nazionale di consumatori turisti del vino. L’opera è curata dal presidente dell’Associazione Go Wine Massimo Corrado e dal giornalista Massimo Zanichelli, in collaborazione con Giampaolo Gravina, Francesco Falcone e altri giornalisti di settore.

Nel corso della presentazione saranno premiate le 173 cantine che hanno ottenuto in guida il riconoscimento dell'Impronta, assegnata alle aziende che hanno ottenuto il più alto punteggio complessivo nelle valutazioni su Sito, Accoglienza e Vini. E' una sorta di segno ideale che Go Wine lascia sui "luoghi del vino" assolutamente da percorrere. Le 173 Impronte, che rappresentano l'"eccellenza" nel campo dell'Enoturismo nazionale, sono così suddivise: 2 in Valle d'Aosta, 34 in Piemonte, 2 in Liguria, 14 in Lombardia, 31 in Veneto, 4 in Trentino, 5 in Alto Adige, 8 in Friuli Venezia Giulia, 6 in Emilia Romagna, 30 in Toscana, 6 nelle Marche, 6 in Umbria, 1 nel Lazio, 2 in Abruzzo, 8 in Campania, 3 in Puglia, 2 in Basilicata, 2 in Calabria, 6 in Sicilia e 1 in Sardegna. Dopo la presentazione della Guida sarà allestita la degustazione dei 173 "Vini Top" di ogni azienda premiata.

Le 522 cantine presenti nel volume sono state scelte in base all'esperienza diretta e in rapporto a due requisiti: disponibilità alle visite anche durante il sabato e/o la domenica, più la vendita diretta in cantina. Per ogni cantina una pagina ricca di notizie: dall’anagrafica aziendale con tanto di ettari vitati e bottiglie prodotte ai referenti interni da contattare; dai giorni e gli orari di visita alle informazioni stradali; dal racconto delle suggestioni che la cantina e il suo contesto offrono al visitatore a una serie di utili appunti sui vini aziendali con indicazione del vino top, del miglior rapporto qualità-prezzo e degli altri vini da conoscere, con la menzione dei vitigni per i vini che non appartengono alle denominazioni di origine. Le stelle (su scala 5) qualificano invece tre aspetti fondamentali di ogni cantina: il sito, l'accoglienza e i vini. Inalterato è sempre lo spirito dell'opera: spingere l'appassionato a viaggiare per conoscere il fascino del territorio del vino italiano attraverso il racconto di molti suoi interpreti d'elezione.

Dove e quando:

Milano mercoledì 25 marzo p.v. presso:
Hotel The Westin Palace, piazza della Repubblica 20 - www.westin.com
- ore 17.30: presentazione della Guida e premiazione attraverso diploma di tutte le aziende che hanno ottenuto il riconoscimento de “Le Impronte di Go Wine”;
- ore 19-22: degustazione in esclusiva del Vino Top di ciascuna azienda premiata, aperta a giornalisti, operatori ed enoappassionati.


Per informazioni:
Redazione Go Wine Editore
Claudia Cavadore
Tel: 0173 364631
E-mail: gowine.editore@gowinet.it


martedì 10 marzo 2009

Il Taurasi Docg, conquista quattro stelle l’annata 2005

Articolo tratto da Il Mattino dello scorso lunedì 02 Marzo





Taurasi Docg, quattro stelle all'annata 200502-03-2009 sezione: PIACERI

NAPOLI (2 marzo) - Quattro stelle all'annata 2005 del vino Taurasi Docg. Lo ha stabilito un'apposita commissione formata da tecnici operanti in provincia di Avellino e presieduta da Luigi Moio, professore ordinario di Scienze e tecnologie alimentari all'Università di Napoli. Il rating attribuito dalla commissione equivale a un'annata ottima. Nel medio termine, potrebbe anche esserci un eventuale ritocco del giudizio, come già accaduto per il Taurasi 2001. Gli enologi, riuniti per formulare una prima sintesi sul valore della vendemmia 2005, si sono concentrati sui principali aspetti produttivi e organolettici evidenziando il carattere "duro e austero" dell'annata, ma anche la notevole "integrità e complessità aromatica" di buona parte dei vini testati e il loro promettente potenziale di invecchiamento. Da un punto di vista quantitativo, la 2005 è stata un'annata piuttosto scarsa per l'aglianico, base del Taurasi, specialmente se rapportata all'abbondante vendemmia 2004. In linea con i trend degli ultimi anni, diminuisce ulteriormente la produzione di aglianico destinato a Taurasi Docg. A fronte di 830 ettari iscritti all'Albo dei vigneti, le denunce di produzione si riferiscono a una superficie vitata pari a 262 ettari. Da questa superficie sono stati prodotti 14.999 quintali di uva e 9.749 ettolitri, pari a 1.299.953 bottiglie di Taurasi Docg della vendemmia 2005. Sabato e domenica prossimi, a Taurasi, nel cuore dell'Irpinia, si svolgerà la settima edizione di Anteprima Taurasi Vendemmia 2005, presso il Castello Marchionale.

venerdì 17 ottobre 2008

Ecco i Tre Bicchieri 2009 Campania e Basilicata



Per la Basilicata

si tratta di una leggera flessione rispetto alla valutazione dello scorso anno. Infatti, per il 2008 la Basilicata aveva avuto ben quattro vini ad essere insigniti di questo prestigioso riconoscimento.
Mentre, quest'anno sono tre i vini lucani a fregiarsi del titolo dei "Tre Bicchieri" assegnati dalla "Guida dei Vini d'Italia 2009", a cura del Gambero Rosso e Slow Food.
A farla da padrone è l'Aglianico del Vulture.

Vediamo nel dettaglio i vini premiati:

- Aglianico del Vulture Gudarrà 2005 Bisceglia
- Aglianico del Vulture Re Manfredi 2005 Terre degli Svevi
- Aglianico del Vulture Titolo 2006 Elena Fucci


Ecco il commento ufficiale alla valutazione fornito da Gambero Rosso e Slow Food:

Prosegue senza sosta la bella corsa della Basilicata da bere. Un viaggio che affonda le sue radici nella storia e porta con sé un patrimonio incredibile di riferimenti, continuamente rappresentati da toponimi, etichette, progetti, luoghi. Un processo di rinnovamento profondo che nel comparto vitivinicolo si è innescato soltanto nell’ultimo decennio e che mette insieme oggi piccole e grandi realtà, personaggi ed esperienze del territorio accanto a nuovi ambiziosi protagonisti provenienti da altri luoghi o altri settori. Snodo nevralgico di questa affascinante e controversa scalata è senza dubbio l’area del Vulture, che attorno all’Aglianico sta costruendo le fondamenta del suo exploit. Una denominazione in salute perché capace di dare spazio a stili e interpretazioni molto diverse, di chiarire sempre meglio i caratteri delle varie sottozone, di lanciare nuovi personaggi ed esaltare i vecchi leoni, disegnando allo stesso tempo una gerarchia chiara e leggibile, ricca di alternative solide e costanti. Le eccellenze da Tre Bicchieri in questa edizione ricalcano per tre quarti quelle proposte lo scorso anno, e non crediamo sia un caso. Il Titolo ’06 della famiglia Fucci si rivela ancora una volta un punto di riferimento imprescindibile per chi cerca potenza massima e controllo da manuale in un Aglianico del Vulture. Non meno sorprendente, specialmente in relazione all’annata, il bis ottenuto da Bisceglia col suo Gudarrà, campione di progressione e sapore, rivelatosi alla distanza il migliore assaggio della vendemmia 2005. A far loro compagnia c’è il ritorno ad alti livelli del Re Manfredi ‘04, che soppianta il Vigna Serpara nella gerarchia di Terre degli Svevi e regala l’ennesimo alloro alla corazzata Gruppo Italiano Vini. Tre vini formidabili dietro i quali scalpita un gruppo più agguerrito che mai, nel quale ritroviamo dopo l’anno “sabbatico” grandi classici come il Don Anselmo ’04 e il Rotondo ’05 di Paternoster o il Vigna Caselle Riserva ’04 di D’Angelo, ma anche espressioni più moderne come La Firma ’05 di Cantine del Notaio e il Tenute Piano Regio ’05 di Di Palma. Si ferma davvero a un passo dal secondo alloro consecutivo l’elegante Basilisco ’05, crescono ancora i vini di Macarico mentre Carbone è la vera rivelazione degli assaggi di quest’anno. Più lenta l’evoluzione nel materano, ancora alla ricerca di una compiuta identità produttiva, ma le cui potenzialità sono intuibili soprattutto nei vini di Cardillo e Dragone.

Per la Campania

invece non c’è dubbio che la Campania del vino stia letteralmente esplodendo. Ma per spiegare la portata di questo processo, serve solo in parte far riferimento al numero record di Tre Bicchieri, ben 16 in questa edizione, o al gruppo di vini approdati alle finali Vini d’Italia Gambero Rosso 2009. Un boom solo in parte inatteso: quasi mille campioni assaggiati, circa 200 aziende partecipanti alle degustazioni, tanti vini che hanno ottenuto due bicchieri e non sono stati inseriti.
Numeri che rendono sempre più difficile ma anche entusiasmante il lavoro di selezione e aprono il campo ad un’inedita dialettica tra realtà vecchie e nuove, mostri sacri e outsider, grandi corazzate e piccoli garage. Basta dare un occhio alla lista dei premiati, mai come questa volta racconto di territori, filosofie produttive e stili a dir poco variegati. E’ ancora una volta la provincia di Avellino a fare la parte dal leone, grazie anche ad una serie di annate “giuste” per le tre Docg irpine. Da una vendemmia classica come la 2004, si affacciano all’onor dei Tre Bicchieri tre Taurasi molto diversi fra loro: il monumentale Vigna Cinque Querce di Molettieri, l’elegantissima interpretazione di Contrade di Taurasi e quella moderna ma rigorosa del Naturalis Historia di Mastroberardino. La storica cantina di Atripalda è l’unica a bissare il massimo riconoscimento grazie ad una magistrale interpretazione dell’annata 2007, quel Novaserra a cui fanno ottima compagnia il Greco di Tufo di Pietracupa e il Cutizzi di Feudi di San Gregorio. Ancora più agguerrita l’hit parade del Fiano di Avellino ’07 che schiera in testa due meravigliose espressioni del terroir di Lapio, Colli di Lapio e la new entry Rocca del Principe. Splendida eredità della controversa annata 2006 è invece il Fiano di Avellino Vigna della Congregazione di Villa Diamante, di nuovo al top.
Se l’Irpinia non è più una sorpresa, si deve necessariamente parlare di strepitoso exploit per la provincia di Caserta, un risultato ottenuto attraverso le multiformi anime delle sue sottozone. Dalle vigne di Cellole ritroviamo in grande forma il Falerno del Massico Camarato ’04 di Villa Matilde, mentre il vulcano spento di Roccamonfina fa da padrino all’ennesimo Tre Bicchieri del Terra di Lavoro, in versione ’06. Il Gladius ’06 accende i riflettori sulle potenzialità del distretto di Galluccio e consegna il primo alloro ad Adolfo Spada, le Colline Caiatine rispondono inserendo per la prima volta Terre del Principe e il suo Pallagrello Nero Ambruco ’06 nell’olimpo regionale. La forza del Sannio è tutta concentrata nella migliore versione di sempre del Taburno Aglianico Bue Apis, annata 2004. La provincia di Salerno è rappresentata ai piani alti ancora una volta dal Montevetrano ’06 e dal Fiorduva ’07, sempre più vino bandiera di una zona in straordinario fermento come la Costa d’Amalfi, fucina di nuovi ed agguerriti talenti.
Ecco l’elenco completo:

Ambruco ’06 Terre del Principe
Costa D’amalfi Fiorduva ’07 Marisa Cuomo
Falerno Del Massico Camarato ’04 Villa Matilde
Fiano di Avellino ’07 Colli di Lapio
Fiano di Avellino ’07 Rocca del Principe
Fiano di Avellino Vigna Della Congregazione ’06 Villa Diamante
Gladius ’06 Tenuta Adolfo Spada
Greco di Tufo ’07 Pietracupa
Greco di Tufo Cutizzi ’07 Feudi di San Gregorio
Greco di Tufo Novaserra ’07 Mastroberardino
Montevetrano ’06 Montevetrano
Taburno Aglianico Bue Apis ’04 Cantina del Taburno
Taurasi ’04 Contrade di Taurasi
Taurasi Naturalis Historia ’04 Mastroberardino
Taurasi Vigna Cinque Querce ’04 Salvatore Molettieri
Terra Di Lavoro ’06 Galardi

Non sono ancora disponibili nella nostra enoteca on-line www.buoniatavola.it vini , ma lo saranno molto presto, ci sono invece ancora alcune bottiglie di tre bicchieri delle precedenti edizioni.

Buona Domenica a tutti, ps se volete trascorrere una bella giornata in natura e mangiando caldarroste e ......vi consigliamo domani e dopodomani di andare a Sicignano degli Alburni alla Sagra della Castagna. Di seguito il programma.

Sagra della castagna: Sicignano Degli Alburni (SA) - Campania




Sabato 18 e Domenica 19 ottobre 2008 a Sicignano Degli Alburni, piccolo borgo medioevale situato alle falde degli omonimi monti, si svolgerà la 37 Sagra della Castagna, una manifestazione che ogni anno attira numerosi visitatori amanti della natura e della buona cucina.
Tradizione popolare e divertimento si incontrano in una giornata dedicata a tutta la famiglia: il Palio dei muli, la corsa delle carrette, le gare pomeridiane dedicate a grandi e piccini, gli sbandieratori, gli artisti di strada, il gruppo folk "Spiga Rossa" di Petina, la distribuzione gratuita delle caldarroste e la degustazione dei prodotti tipici nei numerosi stand gastronomici (da segnalare i buonissimi bocconotti, dolci fritti ripieni di castagnaccio).

Sabato 18 ottobre

16:30 - Apertura stands "Prodotti agroalimentari ed artigianato locale"
19:00 - Convegno "Castanicoltura, i rischi del cinipide, le opportunità dei fondi PSR e il primato mondiale della filiera produttiva campana"
19:30 - Distribuzione delle caldarroste
20:30 - Spettacolo musicale



Domenica 19 ottobre

8:30 - Apertura stands espositivi
9:00 - Esibizione gruppo folk "Spiga Rossa" di Petina (SA)
9:30 - Santa Messa
10:30 - Corsa delle carrette storiche e distribuzione caldarroste e castagne lesse nelle vie del centro storico
11:30 - Saluto del Sindaco Avv. Alfonso Amato
12:00 - Palio dei muli "Asini muli e conducenti tutti presenti"
15:00 - Giochi e gare in Piazza Municipio
17:30 - Corteo storico e distribuzione caldarroste
19:30 - RIEVOCAZIONE STORICA: Storie di briganti "Francesco Nicastro", regia di "Gaetano Stella" con la partecipazione del Gruppo Pistonieri "S. Maria Del Rovo"
21:30 - Spettacolo musicale di canti popolari


Per maggiori informazioni:

Comune di Sicignano Degli Alburni
Tel: 0828 973002 - Fax: 0828 973500

Pro Loco "MONTI ALBURNI"
Tel: 0828 973755 - 340 6348954 - Fax: 0828 973795

giovedì 25 settembre 2008

Un Rosso troppo spesso ignorato

Riceviamo da Cantina di Venosa e pubblichiamo questo articolo del The New York Times del 19 settembre tradotto in Italiano naturalmente che mette in evidenza i grandi risultati raggiunti della Cantina oltre che ha parlare (sempre positivamente) di altri grandi vini lucani e campani

Un rosso troppo spesso ignorato

ERIC ASIMOV

L’Aglianico italiano è buono e di sicuro migliorerà ancora



D’accordo, ragazzi, le vacanze scolastiche sono ormai un ricordo e la scuola è ricominciata, ma mi sento in dovere di interrompere il nostro programma di studi per una breve sessione di ripasso. Perché dico una cosa del genere? Perché mi sono accorto di una cosa fondamentale: un nome appartenente al lessico dei vini italiani è improvvisamente sparito dalla circolazione. La parola in questione è “Aglianico”, il nome di una qualità di uve rosse del meridione italiano. Eppure l’intera serie di Aglianico pareva essere passata inosservata alla maggior parte delle persone: si tratta di un vero peccato, in quanto questi vini possono offrire un piacere incommensurabile a chi li degusta.

Nel tentativo di porre rimedio a questa triste situazione di fatto, la commissione vini ha di recente assaggiato ben 25 Aglianici, provenienti in buona parte dalle due regioni principali che lo producono – Campania e Basilicata – e da qualche altra zona. Florence Fabricant e il sottoscritto hanno fatto parte di questa commissione addetta alla degustazione insieme a Chris Cannon, uno dei proprietari dei ristoranti Alto e Convivio di New York, e a Charles Scicolone, esperto di vini.

Chris e Charles hanno entrambi lamentato il fatto che l’Aglianico giace ingiustamente nel novero dei vini ignorati dalla maggior parte dei consumatori, in buona misura semplicemente perché questo vino è messo in relativa ombra da nomi più famigliari quali Chianti, Barolo e perfino Valpolicella. A monte di ciò probabilmente conta anche moltissimo la natura alquanto poco concentrata della produzione di Aglianico, che ha impedito a un nome o a una regione in particolare di diventare famosi in relazione a esso. Infine, benché questi vitigni abbiano alle spalle una lunga storia, la produzione nel suo complesso di vino destinato al consumo internazionale è relativamente recente.

La produzione di vino è sempre stata importante per la Campania, regione a forma di mezzaluna affacciata al Mediterraneo con capoluogo la città di Napoli, e per la Basilicata, situata nell’arco dello Stivale, nella zona compresa tra il tacco (la Puglia) e la punta (la Calabria). Ma fino a venti anni fa circa i vini di queste aree erano prodotti essenzialmente per un consumo locale.

Qualcosa è cambiato alla velocità della luce: rispecchiando gli sviluppi registrati nel retroterra vinicolo europeo, gli aiuti governativi hanno contribuito a far sì che decine di produttori di uve che da sempre vendevano alle cooperative, si trasformassero in produttori diretti di vino. Le cooperative – produttrici un tempo, come è risaputo, di vino di scarsa qualità – hanno portato a termine progressi straordinari, migliorando esponenzialmente i loro prodotti. La viticoltura e la produzione di vino hanno fatto dunque il loro ingresso in una nuova epoca.

Di fatto, il vino da noi votato migliore è prodotto da una cooperativa della Basilicata, Cantina di Venosa. Il suo Aglianico del Vulture del 2003 è un eccellente vino, come ogni bottiglia da 10 dollari può essere. É denso, genuino, dal classico sapore di Aglianico con aroma di ciliegia aspra, minerali e tannino.

Tutti noi siamo rimasti piacevolmente sorpresi e compiaciuti dall’alta qualità dei vini assaggiati. Se abbiamo trovato pochi vini dal gusto decisamente moderno, in grado di assecondare il palato dei consumatori con aromi fruttati, dolci e di rovere, abbiamo riscontrato però che in massima parte i vini degustati erano equilibrati, asciutti e vellutati.

Da anni la fiaccola dell’Aglianico è stata tenuta alta in buona misura da due produttori, Mastroberardino in Campania – meglio noto per il suo Radici, della zona di Taurasi – e Paternoster in Basilicata, che da tempo produce Aglianico esemplare sulle pendici vulcaniche del Monte Vulture. Ormai decine di produttori esportano i loro vini negli Stati Uniti e purtroppo non siamo riusciti a trovare bottiglie dei produttori migliori, come Paternoster, Antonio Caggiano e Galardi, che produce il Terra di Lavoro, quanto di più vicino un Aglianico possa essere a un vino di culto.

Al secondo posto della nostra classifica si è piazzato abbastanza a sorpresa un vino prodotto né in Campania né in Basilicata, bensì in Puglia. Il Tormaresca Bocca di Lupo del 2003, prodotto a Castel del Monte nella Puglia settentrionale, è chiaramente un vino moderno, dal forte sapore di rovere, ben strutturato, armonico, con una spiccata identità di Aglianico. Non è il genere di vino che preferisco in assoluto, ma è eccellente.

Nessuno dei due vini più costosi tra quelli da noi degustati ci ha particolarmente colpiti: entrambi risentivano delle moderne tecniche di vinificazione – l’Aglianico del Vulture Vigna della Corona del 2003 proveniente dalla Tenuta le Querce, in vendita a 73 dollari, era dolce con sapore di confettura, mentre il Naima del 2004 prodotto da De Conciliis a 60 dollari alla bottiglia sapeva troppo di rovere.

Ancora una volta, quindi, l’Aglianico da noi prediletto rispetto agli altri era l’unico degli otto vini della fascia di prezzo in vendita a 20 dollari o meno ad averci veramente sorpresi. Ciò fa sì che tra i primi e gli ultimi della classifica ci sia una considerevole fascia di vini, i più eccellenti dei quali sono risultati essere il terroso Aglianico d’Irpinia Cretarossa del 2004 prodotto da I Favati e lo speziato e puro Aglianico del Taburno del 2003 prodotto da Ocone.

L’uva dell’Aglianico è alquanto tannica, ma non quanto quella del Nebbiolo, alla quale è spesso paragonata. Tuttavia, a seconda del vino e dell’annata, l’Aglianico si degusta al meglio dopo 5-10 anni di invecchiamento. Alcuni vini, come quello da noi valutato al sesto posto – il Taurasi Cinque Querce del 2003 prodotto da Salvatore Molettieri – potrebbero invecchiare anche più a lungo, per la densità del loro ricco aroma. Il Taurasi Radici di Mastroberardino invecchia bene (oggi il suo vino del 1968 è molto gradevole), mentre l’Aglianico del 2003, da noi collocato all’ottavo posto, pare un po’ troppo leggero per poter invecchiare anche soltanto la metà di questo tempo.

Di solito sono sempre molto lieto di trovare l’Aglianico nelle liste dei vini: la leggerezza del suo aroma fruttato e il fatto che possa essere un vino asciutto e intenso senza con ciò risultare pesante lo rende ottimo per accompagnare una molteplicità di carni, pollame e pasta.

Con il loro ingresso relativamente recente nel mondo della vinificazione moderna, i vini Aglianico di sicuro miglioreranno a mano a mano che i nuovi vitigni invecchieranno, e che i vinificatori e i coltivatori acquisiranno maggiore esperienza. Ora è giunta l’ora di cominciare a farne provvista e goderseli. Poi non dite che non vi ho avvisato.

c. 2008, The New York Times; Iht.com/culture

Traduzione di Anna Bissanti

venerdì 8 agosto 2008

I produttori di Aglianico del Vulture Doc - (Parte 1)

Pubblichiamo di seguito l’elenco dei produttori di Aglianico del Vulture DOC a noi noti (Parte 1):

Per ognuno di essi inoltre abbiamo riportato la sede della cantina il sito web o i contatti telefonici.

Abbiamo anche segnalato con la scritta Buoniatavola produttori dei vini che volendo potreste acquistare on-line sul nostro e-commerce, e le etichette che fino ad oggi abbiamo assaggiato .
Eventuali nuovi produttori, o produttori che siano sfuggiti alla nostra ricerca potranno contattarci e provvederemo ad aggiornare l’elenco.


Agri Bio Rapolla
Rapolla Tel. 0972 760738

Alovini di Alò Oronzo
Genzano di Lucania www.alovini.it

Azienda Agr.Bonifacio Franc.
Venosa http://www.cantinebonifacio.it/

Azienda Vinicola Carbone
Melfi www.carbonevini.it

Az. Poggio Fiorito, Vigne Casorelli
Melfi http://www.vignecasorelli.it/home.htm

Azienda Vinicola Paternoster
Barile http://www.paternostervini.it/

Buoniatavola segnala le etichette : Don Anselmo, Rotondo, Syntesi





Azienda Agricola Allegretti
Barile www.aglianicodelvulture.org

Azienda Agricola Basilisco
Rionero in Vulture Tel. 0972 720032

Azienda Agricola Bisceglia
Lavello http://www.agricolabisceglia.com/
Buoniatavola Segnala le etichette: Gudarrà




Az.Agric.Camerlengo Rapolla Scarl
Rapolla http://www.camerlengodoc.com/

Azienda Agricola Cassandro
Venosa Tel. 0972 32962

Azienda Agricola Ciesco
Venosa Tel. 0972 31809

Azienda Agricola Eubea
Rionero in Vulture Tel. 0972 723574
Buoniatavola segnala etichette: Roinos

Azienda Agricola Macarico S.S.
Barile http://www.macaricovini.it/

Azienda Agricola Ofanto Srl
Rionero in Vulture http://www.ofantovini.it/

Azienda Vinicola Calabrese non abbiamo maggiori info

Azienda Vinicola Cangi
Forenza http://www.cantinedeitemplari.it/

Azienda Vinicola Carbone
Melfi http://www.carbonevini.it/ita.htm

Az. Vinicola Venosa Girolama non abbiamo maggiori info

Basilium Winers Scarl
Acerenza Tel. 0971/741449

Ca.Vi. da Tenuta del Portale
Barile - Tel. 0972 724691

Candida Olearia
Ripacandida http://www.oliogialloro.it/

Cantina del Vulture Scarl
Rionero in Vulture - http://www.cantinadelvulture.it/


La prossima settimana pubblicheremo il resto dei produttori. Chiunque abbia aggiornamenti, puo' comunicarli a info@buoniatavola.it, e saremo felici di pubblicarli.

Per acquistare una selezione di Aglianici del Vulture DOC su nostro e-commerce clicca qui.

venerdì 1 agosto 2008

Presentazione Guida ai vini della provincia di Salerno



Ecco una nuova guida che parla da vicino - mai così vicino del nostro territorio. Solo lui, il giornalista Luciano Pignataro, che in passato ha raccolto le ricette di questo territorio, gli agriturismi, e altre esperienze, oggi poteva raccontarlo attraverso i suoi vini. Di seguito trovate i dettagli della guida.

Guida ai vini della provincia di Salerno
dalla Costa d’Amalfi al Cilento

Edizioni dell'Ippogrifo

pp.111 8 euro

Seconda tappa della nuova edizione della Guida ai Vini della Campania. Dopo l’Irpinia è di scena una delle province più grandi d’Italia: Salerno. Da Positano a Sapri 200 chilometri di costa, la natura protetta del Parco nazionale del Cilento, il più esteso dopo il Pollino, il parco Regionale dei Picentini, i templi di Paestum, la certosa di Padula. Uno scrigno di bellezza vicino al quale sono nate le aziende che hanno fatto la rivoluzione campana: il Montevetrano, De Conciliis, Maffini.

La guida è una ricostruzione storica della viticoltura dalle origini ai giorni nostri con l'anagrafica delle cantine. Ogni azienda è presentata attraverso i dati essenziali, le vicende dei titolari, le schede dei prodotti sino alla sintesi delle 5 stelle e dei 13 vini del cuore attraverso i quali è possile narrare la straordinaria avventura degli ultimi vent'anni.
La fotografia della nuova realtà ricca di grandi maestri e di giovani enologi, imprenditori e contadini, giornalisti e comunicatori in uno scambio ideale di testimone fra chi ha resistito e chi è chiamato a interpretare il futuro. I protagonisti storici sono affiancati da nuove realtà, tra cui emerge soprattutto il Cilento grazie alla passione di molti viticoltori.
Un manuale indispensabile per gli appassionati, i sommelier, i ristoratori e gli operatori del settore che adesso hanno, al tempo stesso, l'atlante più completo mai pubblicato e una lettura immediata delle eccellenze per ciascuna tipologia: Costa d’Amalfi, Castel San Lorenzo, Cilento, Colli di Slerno igt.
In appendice: i disciplinari, la produzione, i wine bar e i ristoranti.

111 pagine, 8 euro

La guida è sponsor free: non ha contributi pubblici e nessuna forma di pubblicità diretta o indiretta.

Nelle edicole in provincia di Salerno e in tutte le librerie della Campania e nelle Feltrinelli. Può essere richiesta rivolgendosi direttamente all'editore scrivendo a info@edizionidellippogrifo.it oppure telefonando ai numeri 347.0503455 e 081.5177000

I vini del cuore
Ecco i 13 bicchieri con i quali ho potuto raccontatare dal 1995 la viticoltura salernitana. Parlano al cuore per la storia, i personaggi, i luoghi, le situazioni in cui sono stati bevuti. Sono i miei preferiti, non i migliori. Mi regalano emozione, non tecnica. Sono la punta dell'iceberg dei 5 stelle.

APICELLA
A’ Scippata Tramonti rosso Costa d’Amalfi doc*****

BOTTI
Cilento bianco doc*****

ETTORE SAMMARCO
Vigna Grotta Piana Ravello bianco Costa d’Amalfi doc*****

LONGO
Lambiccato vdt*****

LUNAROSSA
Combination Colli di Salerno*****

MAFFINI
Kratos Paestum Fiano igt*****

MARISA CUOMO
Furore bianco Costa d’Amalfi doc*****

MILA VUOLO
Aglianico di Mila Colli di Salerno igt*****

MONTEVETRANO
Montevetrano Colli di Salerno igt*****

REALE
Getis Colli di Salerno igt*****

ROTOLO
Respiro Cilento Aglianico doc*****


SAN GIOVANNI
Tresinus Paestum igt*****

VITICOLTORI DE CONCILIIS
Naima Paestum igt*****

Tutti i vini con collegamento attivo, possono essere acquistati on line sulla ns enoteca www.buoniatavola.it

Chi vuole conoscere meglio le cantine

De Concilis De Concilis2
Apicella, Reale, Marisa Cuomo clicchi sui link e leggerà i post che ad esse abbiamo dedicato nelle nostre visite per cantine.

Al prossimo post, Buona Estate.

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