Visualizzazione post con etichetta Campania. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Campania. Mostra tutti i post

giovedì 8 gennaio 2009

Felice 2009 Appuntameni di vino e dintorni

Ecco alcuni dei grandi appuntamenti di quest'anno.

Potrete riportarli già in agenda.

29 gennaio
Presentazione alla Feltrinelli di Piazza dei Martiri della "Guida completa ai vini della provincia di Napoli"

Marzo
7-8
Anteprima Taurasi a Taurasi

12-13
I Grandi formaggi del Sud
prima rassegna con i caseifici selezionati
Sezione: abbinamento con le birre artigianali
Sezione: abbinamento con i grandi rossi del Sud
Fabbrica dei Sapori a Battipaglia

2-6 Aprile
Vinitaly a Verona

29 aprile-3 maggio
Salone della Mozzarella a Paestum
30 aprile, sala del ristorante Nettuno sui templi. Per la prima volta Fiano a confronto: Irpinia, Sannio, Cilento, Basilicata, Puglia e Sicilia

17-18-19 Maggio
Vitigno Italia
Con le Piccole Vigne
Napoli

Giugno
9-10-11
Selezione regionale Vini Buoni d'Italia (Basilicata, Calabria e Campania). Hotel Savoy a Paestum
11-12
Coda di Volpe WineFestival
Sezione: l'Asprinio d'Aversa
Fabbrica dei Sapori a Battipaglia

15 luglio
La Grande notte del rosato
Fabbrica dei Sapori a Battipaglia

28-30 agosto
Festa dell'uva a Castelvenere
Concorso Barbera e Coda di Volpe

25-27 settembre
Vesuvinum, seconda edizione del concorso Amodio Pesce
Castello Mediceo a Ottaviano

22-23 Ottobre
Rossorossorosso Piedirosso
Sezione: la Tintilia del Molise
Fabbrica dei Sapori a Battipaglia

Dicembre
Abbecedario dei Sapori di Corrado Barberis
Fabbrica dei Sapori, Battipaglia

Fonte: www.lucianopignataro.it

giovedì 13 novembre 2008

Appuntamenti Campania - Falanghina Felix 2008




Segnaliamo un altro importante appuntamento per gli appassionati del vino e in particolare di questo splendido campano: FALANGHINA FELIX 2008
Di seguito gli appuntamenti in programma dal 17 novembre al 1° dicembre

17 novembre, Napoli

Presentazione alla stampa della settima edizione di FALANGHINA FELIX. All'incontro, in programma alle ore 17 al Grand Hotel Vesuvio di Via Partenope, seguirà dalle ore 19 alle 20, il seminario degustazione "Le espressioni territoriali della Falanghina in Campania", con vini del Sannio, Irpinia, Terra di Lavoro, Vesuvio e Campi Flegrei. Il seminario sarà condotto da Luciano Pignataro (giornalista de Il Mattino e Premio Veronelli 2008), Gaetano Pascale (Presidente Slow Food Campania) e Tommaso Luongo (delegato AIS Napoli); dalle ore 18 alle 22,30, nella Sala Scarlatti, si svolgerà il banco d'assaggio per operatori e professionisti del settore ed enoappassionati, di tutte le 62 aziende partecipanti e con circa 100 etichette diverse di Falanghina a denominazione di origine e indicazione geografica.

22 novembre

In contemporanea con l'apertura della rassegna in Sant'Agata de' Goti (Bn), avrà luogo il Falanghina Felix Day con degustazioni a Torino presso l'Enoteca Rossorubino, a Crema presso l'Enoteca Fuori Porta di Luca Bandirali, a Bologna presso l'Enoteca Alla Porta, a Roma presso l'Enoteca Al vino al Vino e a Bari presso Fuori Luogo.

A Sant'Agata de' Goti sarà inaugurata la due giorni dedicata al vino Falanghina. Questo il programma: alle ore 16 l'incontro inaugurale nella Sala Consiliare Comunale; dalle ore 17 alle 23 nel Palazzo San Francesco si aprirà l'Enoteca, con esposizione e degustazione dedicata agli enoappassionati; mentre, dalle ore 17 alle 23, negli stessi spazi, si aprirà la Sala degustazione professionale riservata ai professionisti del settore e dalle ore 20 alle 22 "Suoni a colori e Profumi di lettere", note musicali e letture d'autore.

23 novembre
L'enoteca con esposizione e degustazione dedicata agli enoappassionati, avrà i seguenti orari: dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 16 alle 23.


1° dicembre, Roma

Al Rome Cavalieri the Waldorf Astoria, dalle ore 16,30 alle 17,30, si terrà il seminario degustazione su "I tempi lunghi della Falanghina in Campania", con i millesimi 2001, 2002, 2005 e 2006, condotto daLuciano Pignataro, Antonio Del Franco (Presidente AIS Campania) e Nicoletta Gargiulo (Miglior Sommelier d'Italia 2007); mentre, dalle ore 18 alle 22,30, sarà allestito il banco d'assaggio per operatori e professionisti del settore ed enoappassionati, di tutte le 62 aziende partecipanti e con circa 100 etichette diverse di Falanghina a denominazione di origine e indicazione geografica.

La partecipazione a tutte le iniziative in programma è gratuita, per i seminari è necessaria la prenotazione (fino ad esaurimento posti) direttamente sul sito web www.falanghinafelix.it

Per informazioni: felix@falanghinafelix.it

venerdì 17 ottobre 2008

Ecco i Tre Bicchieri 2009 Campania e Basilicata



Per la Basilicata

si tratta di una leggera flessione rispetto alla valutazione dello scorso anno. Infatti, per il 2008 la Basilicata aveva avuto ben quattro vini ad essere insigniti di questo prestigioso riconoscimento.
Mentre, quest'anno sono tre i vini lucani a fregiarsi del titolo dei "Tre Bicchieri" assegnati dalla "Guida dei Vini d'Italia 2009", a cura del Gambero Rosso e Slow Food.
A farla da padrone è l'Aglianico del Vulture.

Vediamo nel dettaglio i vini premiati:

- Aglianico del Vulture Gudarrà 2005 Bisceglia
- Aglianico del Vulture Re Manfredi 2005 Terre degli Svevi
- Aglianico del Vulture Titolo 2006 Elena Fucci


Ecco il commento ufficiale alla valutazione fornito da Gambero Rosso e Slow Food:

Prosegue senza sosta la bella corsa della Basilicata da bere. Un viaggio che affonda le sue radici nella storia e porta con sé un patrimonio incredibile di riferimenti, continuamente rappresentati da toponimi, etichette, progetti, luoghi. Un processo di rinnovamento profondo che nel comparto vitivinicolo si è innescato soltanto nell’ultimo decennio e che mette insieme oggi piccole e grandi realtà, personaggi ed esperienze del territorio accanto a nuovi ambiziosi protagonisti provenienti da altri luoghi o altri settori. Snodo nevralgico di questa affascinante e controversa scalata è senza dubbio l’area del Vulture, che attorno all’Aglianico sta costruendo le fondamenta del suo exploit. Una denominazione in salute perché capace di dare spazio a stili e interpretazioni molto diverse, di chiarire sempre meglio i caratteri delle varie sottozone, di lanciare nuovi personaggi ed esaltare i vecchi leoni, disegnando allo stesso tempo una gerarchia chiara e leggibile, ricca di alternative solide e costanti. Le eccellenze da Tre Bicchieri in questa edizione ricalcano per tre quarti quelle proposte lo scorso anno, e non crediamo sia un caso. Il Titolo ’06 della famiglia Fucci si rivela ancora una volta un punto di riferimento imprescindibile per chi cerca potenza massima e controllo da manuale in un Aglianico del Vulture. Non meno sorprendente, specialmente in relazione all’annata, il bis ottenuto da Bisceglia col suo Gudarrà, campione di progressione e sapore, rivelatosi alla distanza il migliore assaggio della vendemmia 2005. A far loro compagnia c’è il ritorno ad alti livelli del Re Manfredi ‘04, che soppianta il Vigna Serpara nella gerarchia di Terre degli Svevi e regala l’ennesimo alloro alla corazzata Gruppo Italiano Vini. Tre vini formidabili dietro i quali scalpita un gruppo più agguerrito che mai, nel quale ritroviamo dopo l’anno “sabbatico” grandi classici come il Don Anselmo ’04 e il Rotondo ’05 di Paternoster o il Vigna Caselle Riserva ’04 di D’Angelo, ma anche espressioni più moderne come La Firma ’05 di Cantine del Notaio e il Tenute Piano Regio ’05 di Di Palma. Si ferma davvero a un passo dal secondo alloro consecutivo l’elegante Basilisco ’05, crescono ancora i vini di Macarico mentre Carbone è la vera rivelazione degli assaggi di quest’anno. Più lenta l’evoluzione nel materano, ancora alla ricerca di una compiuta identità produttiva, ma le cui potenzialità sono intuibili soprattutto nei vini di Cardillo e Dragone.

Per la Campania

invece non c’è dubbio che la Campania del vino stia letteralmente esplodendo. Ma per spiegare la portata di questo processo, serve solo in parte far riferimento al numero record di Tre Bicchieri, ben 16 in questa edizione, o al gruppo di vini approdati alle finali Vini d’Italia Gambero Rosso 2009. Un boom solo in parte inatteso: quasi mille campioni assaggiati, circa 200 aziende partecipanti alle degustazioni, tanti vini che hanno ottenuto due bicchieri e non sono stati inseriti.
Numeri che rendono sempre più difficile ma anche entusiasmante il lavoro di selezione e aprono il campo ad un’inedita dialettica tra realtà vecchie e nuove, mostri sacri e outsider, grandi corazzate e piccoli garage. Basta dare un occhio alla lista dei premiati, mai come questa volta racconto di territori, filosofie produttive e stili a dir poco variegati. E’ ancora una volta la provincia di Avellino a fare la parte dal leone, grazie anche ad una serie di annate “giuste” per le tre Docg irpine. Da una vendemmia classica come la 2004, si affacciano all’onor dei Tre Bicchieri tre Taurasi molto diversi fra loro: il monumentale Vigna Cinque Querce di Molettieri, l’elegantissima interpretazione di Contrade di Taurasi e quella moderna ma rigorosa del Naturalis Historia di Mastroberardino. La storica cantina di Atripalda è l’unica a bissare il massimo riconoscimento grazie ad una magistrale interpretazione dell’annata 2007, quel Novaserra a cui fanno ottima compagnia il Greco di Tufo di Pietracupa e il Cutizzi di Feudi di San Gregorio. Ancora più agguerrita l’hit parade del Fiano di Avellino ’07 che schiera in testa due meravigliose espressioni del terroir di Lapio, Colli di Lapio e la new entry Rocca del Principe. Splendida eredità della controversa annata 2006 è invece il Fiano di Avellino Vigna della Congregazione di Villa Diamante, di nuovo al top.
Se l’Irpinia non è più una sorpresa, si deve necessariamente parlare di strepitoso exploit per la provincia di Caserta, un risultato ottenuto attraverso le multiformi anime delle sue sottozone. Dalle vigne di Cellole ritroviamo in grande forma il Falerno del Massico Camarato ’04 di Villa Matilde, mentre il vulcano spento di Roccamonfina fa da padrino all’ennesimo Tre Bicchieri del Terra di Lavoro, in versione ’06. Il Gladius ’06 accende i riflettori sulle potenzialità del distretto di Galluccio e consegna il primo alloro ad Adolfo Spada, le Colline Caiatine rispondono inserendo per la prima volta Terre del Principe e il suo Pallagrello Nero Ambruco ’06 nell’olimpo regionale. La forza del Sannio è tutta concentrata nella migliore versione di sempre del Taburno Aglianico Bue Apis, annata 2004. La provincia di Salerno è rappresentata ai piani alti ancora una volta dal Montevetrano ’06 e dal Fiorduva ’07, sempre più vino bandiera di una zona in straordinario fermento come la Costa d’Amalfi, fucina di nuovi ed agguerriti talenti.
Ecco l’elenco completo:

Ambruco ’06 Terre del Principe
Costa D’amalfi Fiorduva ’07 Marisa Cuomo
Falerno Del Massico Camarato ’04 Villa Matilde
Fiano di Avellino ’07 Colli di Lapio
Fiano di Avellino ’07 Rocca del Principe
Fiano di Avellino Vigna Della Congregazione ’06 Villa Diamante
Gladius ’06 Tenuta Adolfo Spada
Greco di Tufo ’07 Pietracupa
Greco di Tufo Cutizzi ’07 Feudi di San Gregorio
Greco di Tufo Novaserra ’07 Mastroberardino
Montevetrano ’06 Montevetrano
Taburno Aglianico Bue Apis ’04 Cantina del Taburno
Taurasi ’04 Contrade di Taurasi
Taurasi Naturalis Historia ’04 Mastroberardino
Taurasi Vigna Cinque Querce ’04 Salvatore Molettieri
Terra Di Lavoro ’06 Galardi

Non sono ancora disponibili nella nostra enoteca on-line www.buoniatavola.it vini , ma lo saranno molto presto, ci sono invece ancora alcune bottiglie di tre bicchieri delle precedenti edizioni.

Buona Domenica a tutti, ps se volete trascorrere una bella giornata in natura e mangiando caldarroste e ......vi consigliamo domani e dopodomani di andare a Sicignano degli Alburni alla Sagra della Castagna. Di seguito il programma.

Sagra della castagna: Sicignano Degli Alburni (SA) - Campania




Sabato 18 e Domenica 19 ottobre 2008 a Sicignano Degli Alburni, piccolo borgo medioevale situato alle falde degli omonimi monti, si svolgerà la 37 Sagra della Castagna, una manifestazione che ogni anno attira numerosi visitatori amanti della natura e della buona cucina.
Tradizione popolare e divertimento si incontrano in una giornata dedicata a tutta la famiglia: il Palio dei muli, la corsa delle carrette, le gare pomeridiane dedicate a grandi e piccini, gli sbandieratori, gli artisti di strada, il gruppo folk "Spiga Rossa" di Petina, la distribuzione gratuita delle caldarroste e la degustazione dei prodotti tipici nei numerosi stand gastronomici (da segnalare i buonissimi bocconotti, dolci fritti ripieni di castagnaccio).

Sabato 18 ottobre

16:30 - Apertura stands "Prodotti agroalimentari ed artigianato locale"
19:00 - Convegno "Castanicoltura, i rischi del cinipide, le opportunità dei fondi PSR e il primato mondiale della filiera produttiva campana"
19:30 - Distribuzione delle caldarroste
20:30 - Spettacolo musicale



Domenica 19 ottobre

8:30 - Apertura stands espositivi
9:00 - Esibizione gruppo folk "Spiga Rossa" di Petina (SA)
9:30 - Santa Messa
10:30 - Corsa delle carrette storiche e distribuzione caldarroste e castagne lesse nelle vie del centro storico
11:30 - Saluto del Sindaco Avv. Alfonso Amato
12:00 - Palio dei muli "Asini muli e conducenti tutti presenti"
15:00 - Giochi e gare in Piazza Municipio
17:30 - Corteo storico e distribuzione caldarroste
19:30 - RIEVOCAZIONE STORICA: Storie di briganti "Francesco Nicastro", regia di "Gaetano Stella" con la partecipazione del Gruppo Pistonieri "S. Maria Del Rovo"
21:30 - Spettacolo musicale di canti popolari


Per maggiori informazioni:

Comune di Sicignano Degli Alburni
Tel: 0828 973002 - Fax: 0828 973500

Pro Loco "MONTI ALBURNI"
Tel: 0828 973755 - 340 6348954 - Fax: 0828 973795

sabato 11 ottobre 2008

Vendemmia 2008, in Basilicata tanto e buono



E si quest'anno sia la qualità che la quantità sono state davvero eccezionali, almeno in tutte le regioni del sud, Campania e Basilicata in primis.

L'estate, calda ma non caldissima e le poche piogge, o comunque l'assenza di temporali violenti e grandinate hanno fatto di questa vendemmia una delle migliori degli ultimi anni.

L'Italia - sottolinea la Coldiretti - conquista cosi in Europa il primato nella produzione vitivinicola dopo quello nel riso, tabacco, frutta fresca e ortaggi freschi ma anche nelle produzioni biologiche ed in quelle di qualità ad indicazione di origine protetta. D'altra parte - continua la Coldiretti - anche il valore aggiunto per ettaro, ovvero la ricchezza netta prodotta per unità di superficie dall' agricoltura italiana è oltre il triplo di quella USA, doppia di quella inglese, è superiore del 70 per cento di quelle di Francia e Spagna.



Il sorpasso dell'Italia sulla Francia dal punto di vista produttivo si aggiunge al primato recentemente conquistato dal vino Made in Italy su mercati stranieri particolarmente rilevanti come gli Stati Uniti dove il 30 per cento del vino di importazione consumato è italiano, mentre secondo un recente articolo dell'Economist il prosecco italiano all'estero, dove viene spedita un terzo della produzione, fa concorrenza allo champagne con le vendite che complessivamente sono raddoppiate negli ultimi 15 anni saturando il mercato tedesco. Una competitività che è confermata anche dal fatto che in Usa e in Svizzera l'Asti e il Prosecco hanno superato la quota dello Champagne, secondo il Forum degli Spumanti.


Se le quantità dovrebbero avvicinarsi ai 47 milioni di ettolitri, dal punto di vista qualitativo le previsioni in Italia sono per una vendemmia di buona qualità con un 60 per cento dei raccolti destinati alla produzione di vini Docg, Doc e Igt. Una produzione, realizzata per quasi i due terzi - precisa la Coldiretti - in Veneto, Puglia, Emilia Romagna e Sicilia, per la quale ci sarà un equilibrio tra vini rossi o rosati e bianchi , con una leggera prevalenza dei primi.



Occorrerà tuttavia fare i conti - rileva la Coldiretti - con le condizioni meteorologiche che già hanno influito in alcune regioni del Nord Italia.

E' prevedibile un buon recupero delle regioni meridionali, che lo scorso anno erano state le più colpite dal calo produttivo, una discreta vendemmia in linea di massima in centro Italia e nel Nord Est, con produzioni di uva previste stabili o in recupero sul 2007. In calo, rispetto all'anno precedente, la produzione delle regioni nordoccidentali (Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta) e della Lombardia.

Le buone prospettive sul piano produttivo alimentano interesse sul mercato dove il valore delle esportazioni di vino Made in Italy è aumentato del 10 per cento nel primo quadrimestre dell'anno ed in controtendenza con i consumi alimentari - conclude la Coldiretti - aumentano anche del 2,6 per cento le bottiglie acquistate dalle famiglie italiane di vini a denominazione di origine (Doc/Docg) nel primo semestre 2008.



La vera novità della vendemmia 2008 - segnala la Coldiretti - sono i “voucher”, introdotti per la prima volta in Italia per ridurre la burocrazia per le imprese agricole, combattere la piaga del lavoro nero e dare una possibilità di integrazione del reddito a studenti e pensionati di fronte al caro vita. Ogni buono (o voucher) ha - conclude la Coldiretti - un valore nominale di 10 euro (7,5 euro al netto), comprensivo del costo dell'assicurazione e sarà utilizzato per le retribuzioni.

I datori di lavoro consegneranno, per le prestazioni effettuate, il voucher a studenti e pensionati che potranno quindi ritirare il denaro presentandolo agli uffici postali.

Foto fonte: rete - Info vendemmia Fonte Coldiretti.it

giovedì 25 settembre 2008

Un Rosso troppo spesso ignorato

Riceviamo da Cantina di Venosa e pubblichiamo questo articolo del The New York Times del 19 settembre tradotto in Italiano naturalmente che mette in evidenza i grandi risultati raggiunti della Cantina oltre che ha parlare (sempre positivamente) di altri grandi vini lucani e campani

Un rosso troppo spesso ignorato

ERIC ASIMOV

L’Aglianico italiano è buono e di sicuro migliorerà ancora



D’accordo, ragazzi, le vacanze scolastiche sono ormai un ricordo e la scuola è ricominciata, ma mi sento in dovere di interrompere il nostro programma di studi per una breve sessione di ripasso. Perché dico una cosa del genere? Perché mi sono accorto di una cosa fondamentale: un nome appartenente al lessico dei vini italiani è improvvisamente sparito dalla circolazione. La parola in questione è “Aglianico”, il nome di una qualità di uve rosse del meridione italiano. Eppure l’intera serie di Aglianico pareva essere passata inosservata alla maggior parte delle persone: si tratta di un vero peccato, in quanto questi vini possono offrire un piacere incommensurabile a chi li degusta.

Nel tentativo di porre rimedio a questa triste situazione di fatto, la commissione vini ha di recente assaggiato ben 25 Aglianici, provenienti in buona parte dalle due regioni principali che lo producono – Campania e Basilicata – e da qualche altra zona. Florence Fabricant e il sottoscritto hanno fatto parte di questa commissione addetta alla degustazione insieme a Chris Cannon, uno dei proprietari dei ristoranti Alto e Convivio di New York, e a Charles Scicolone, esperto di vini.

Chris e Charles hanno entrambi lamentato il fatto che l’Aglianico giace ingiustamente nel novero dei vini ignorati dalla maggior parte dei consumatori, in buona misura semplicemente perché questo vino è messo in relativa ombra da nomi più famigliari quali Chianti, Barolo e perfino Valpolicella. A monte di ciò probabilmente conta anche moltissimo la natura alquanto poco concentrata della produzione di Aglianico, che ha impedito a un nome o a una regione in particolare di diventare famosi in relazione a esso. Infine, benché questi vitigni abbiano alle spalle una lunga storia, la produzione nel suo complesso di vino destinato al consumo internazionale è relativamente recente.

La produzione di vino è sempre stata importante per la Campania, regione a forma di mezzaluna affacciata al Mediterraneo con capoluogo la città di Napoli, e per la Basilicata, situata nell’arco dello Stivale, nella zona compresa tra il tacco (la Puglia) e la punta (la Calabria). Ma fino a venti anni fa circa i vini di queste aree erano prodotti essenzialmente per un consumo locale.

Qualcosa è cambiato alla velocità della luce: rispecchiando gli sviluppi registrati nel retroterra vinicolo europeo, gli aiuti governativi hanno contribuito a far sì che decine di produttori di uve che da sempre vendevano alle cooperative, si trasformassero in produttori diretti di vino. Le cooperative – produttrici un tempo, come è risaputo, di vino di scarsa qualità – hanno portato a termine progressi straordinari, migliorando esponenzialmente i loro prodotti. La viticoltura e la produzione di vino hanno fatto dunque il loro ingresso in una nuova epoca.

Di fatto, il vino da noi votato migliore è prodotto da una cooperativa della Basilicata, Cantina di Venosa. Il suo Aglianico del Vulture del 2003 è un eccellente vino, come ogni bottiglia da 10 dollari può essere. É denso, genuino, dal classico sapore di Aglianico con aroma di ciliegia aspra, minerali e tannino.

Tutti noi siamo rimasti piacevolmente sorpresi e compiaciuti dall’alta qualità dei vini assaggiati. Se abbiamo trovato pochi vini dal gusto decisamente moderno, in grado di assecondare il palato dei consumatori con aromi fruttati, dolci e di rovere, abbiamo riscontrato però che in massima parte i vini degustati erano equilibrati, asciutti e vellutati.

Da anni la fiaccola dell’Aglianico è stata tenuta alta in buona misura da due produttori, Mastroberardino in Campania – meglio noto per il suo Radici, della zona di Taurasi – e Paternoster in Basilicata, che da tempo produce Aglianico esemplare sulle pendici vulcaniche del Monte Vulture. Ormai decine di produttori esportano i loro vini negli Stati Uniti e purtroppo non siamo riusciti a trovare bottiglie dei produttori migliori, come Paternoster, Antonio Caggiano e Galardi, che produce il Terra di Lavoro, quanto di più vicino un Aglianico possa essere a un vino di culto.

Al secondo posto della nostra classifica si è piazzato abbastanza a sorpresa un vino prodotto né in Campania né in Basilicata, bensì in Puglia. Il Tormaresca Bocca di Lupo del 2003, prodotto a Castel del Monte nella Puglia settentrionale, è chiaramente un vino moderno, dal forte sapore di rovere, ben strutturato, armonico, con una spiccata identità di Aglianico. Non è il genere di vino che preferisco in assoluto, ma è eccellente.

Nessuno dei due vini più costosi tra quelli da noi degustati ci ha particolarmente colpiti: entrambi risentivano delle moderne tecniche di vinificazione – l’Aglianico del Vulture Vigna della Corona del 2003 proveniente dalla Tenuta le Querce, in vendita a 73 dollari, era dolce con sapore di confettura, mentre il Naima del 2004 prodotto da De Conciliis a 60 dollari alla bottiglia sapeva troppo di rovere.

Ancora una volta, quindi, l’Aglianico da noi prediletto rispetto agli altri era l’unico degli otto vini della fascia di prezzo in vendita a 20 dollari o meno ad averci veramente sorpresi. Ciò fa sì che tra i primi e gli ultimi della classifica ci sia una considerevole fascia di vini, i più eccellenti dei quali sono risultati essere il terroso Aglianico d’Irpinia Cretarossa del 2004 prodotto da I Favati e lo speziato e puro Aglianico del Taburno del 2003 prodotto da Ocone.

L’uva dell’Aglianico è alquanto tannica, ma non quanto quella del Nebbiolo, alla quale è spesso paragonata. Tuttavia, a seconda del vino e dell’annata, l’Aglianico si degusta al meglio dopo 5-10 anni di invecchiamento. Alcuni vini, come quello da noi valutato al sesto posto – il Taurasi Cinque Querce del 2003 prodotto da Salvatore Molettieri – potrebbero invecchiare anche più a lungo, per la densità del loro ricco aroma. Il Taurasi Radici di Mastroberardino invecchia bene (oggi il suo vino del 1968 è molto gradevole), mentre l’Aglianico del 2003, da noi collocato all’ottavo posto, pare un po’ troppo leggero per poter invecchiare anche soltanto la metà di questo tempo.

Di solito sono sempre molto lieto di trovare l’Aglianico nelle liste dei vini: la leggerezza del suo aroma fruttato e il fatto che possa essere un vino asciutto e intenso senza con ciò risultare pesante lo rende ottimo per accompagnare una molteplicità di carni, pollame e pasta.

Con il loro ingresso relativamente recente nel mondo della vinificazione moderna, i vini Aglianico di sicuro miglioreranno a mano a mano che i nuovi vitigni invecchieranno, e che i vinificatori e i coltivatori acquisiranno maggiore esperienza. Ora è giunta l’ora di cominciare a farne provvista e goderseli. Poi non dite che non vi ho avvisato.

c. 2008, The New York Times; Iht.com/culture

Traduzione di Anna Bissanti

sabato 20 settembre 2008

Meeting Slow Food Campania - Terra Madre Campania : oggi e domani

Riceviamo da Slow Food e pubblichiamo anche se un po' in ritardo, il programma di questi due giorni per questo importante appuntamento.

Il meeting previsto per oggi e domani nel Palazzo dei Congressi della Stazione Marittima, e promosso in collaborazione con l'Assessorato all'Agricoltura e alle Attività Produttive della Regione Campania e le province di: Napoli, Avellino, Benevento.

Si parte stamattina alle ore 10 con il convegno su "Principi di una nuova agricoltura", teso ad approfondire le prospettive dell'agricoltura di piccola scala, non solo analizzandone gli aspetti tecnici e di tutela ambientale, ma anche commerciali, collegati all'esigenza sempre più sentita di promuovere le piccole produzioni a partire dal consumo locale.
Sul tema, coordinati dal giornalista Ciro Cenatiempo, ne discutono: il Presidente di Slow Food Campania Gaetano Pascale, il Presidente della Provincia di Napoli Riccardo Di Palma, il coordinatore Fondazione Campagna Amica Carlo Hausmann, l'Assessore all'Agricoltura e alle Attività produttive Regione Campania Andrea Cozzolino, l'Agronomo e Tecnologo Alimentare Augusto Cattaneo ed il Segretario nazionale Slow Food Silvio Barbero.

Dalle ore 13,30, invece, spazio ad un buffet di prodotti delle province di Napoli e Salerno presentati dai contadini invitati a Terra Madre Campania e, alle ore 15, l'illustrazione a soci, enti ed istituzioni, delle iniziative dei Presidi, dei Mercati della Terra e degli Orti in Condotta, tutti compresi nei "Progetti Slow Food".

Chiude la giornata del meeting stasera un incontro (ore 18:00) su "L'affascinante mondo del caffè". Insomma siamo sempre a Napoli e qui il caffè è un icona.

Domani 21 settembre alle ore 10, inoltre, tocca a "Terra Madre Campania", focus condotto dal giornalista e scrittore enogastronomico Luciano Pignataro sull'importante appuntamento dell'ottobre prossimo a Torino, in concomitanza con il Salone del Gusto. Prendono parte all'incontro le comunità del cibo, i cuochi, i docenti e le Condotte Slow Food della Campania, con le conclusioni affidate al Presidente di Slow Food Italia Roberto Burdese.

Alle ore 13,30, inoltre, ancora un buffet di prodotti questa volta delle province di Avellino, Benevento e Caserta.

C'è una particolare attesa per l'apertura (ore 15:00) del mercatino dei produttori di Terra Madre Campania. All'iniziativa partecipano una cinquantina di aziende che mettono in vetrina tanti prodotti, molti dei quali vere e proprie rarità, e rappresenta un banco di prova di una proposta che sarà varata entro la fine anno e che riguarda i mercati di diverse città dove, con cadenza mensile o quindicinale, le stesse aziende metteranno in vendita i loro prodotti.

Alle ore 16, il Laboratorio dedicato ai bambini "Che gusto c'è", chiuderà il primo Meeting Slow Food Campania e Terra Madre Campania.

Per contatti ed informazioni visitare il sito internet www.slowfoodcampania.com

ufficio stampa: Slow Food Campania

venerdì 14 marzo 2008

Evento: Le Radici del Sud, Caserta 28,29 Marzo 2008




Abbiamo ricevuto la scorsa sera dalla Responsabile AIS Cilento & Vallo Di Diano Dr.ssa Maria Sarnataro, l'invito e il programma della Terza, fortunatissima edizione "Le Radici del Sud".

Di seguito lo pubblichiamo integralmente, invitando naturalmente tutti a parteciparVi.

Programma :

NELLA SPLENDIDA CORNICE DELLA REGGIA DI CASERTA “RADICI DEL SUD”, EVENTO DEDICATO AI VINI DEL SUD DEL MONDO: DALLE GRANDI AZIENDE CAMPANE FINO AI PRODUTTORI DELLA NUOVA ZELANDA CON L’ANTEPRIMA VINITALY 2008 A CURA DELLA REGIONE CAMPANIA La ricca due giorni promossa dall’AIS (Associazione Italiana Sommelier), dall’Associazione Sommelier Campania e dalla Sovrintendenza alle Belle Arti. Dai seminari per discutere di nuove problematiche (come i mutamenti climatici nel Mediterraneo) alle degustazioni con un’area tasting allestita nel bellissimo porticato), un momento straordinario all’insegna della produzione d’eccellenza del “Meridione Enologico”. CASERTA - C’è grande attesa e curiosità per la terza edizione di “Radici del Sud”, evento dedicato ai vini del sud del mondo, ideato dall’AIS, Associazione Italiana Sommelier, dall’Associazione Sommelier Campania, e dalla Sovrintendenza alle Belle Arti delle province di Caserta e Benevento. Seminari, dibattiti, visite, degustazioni, laboratori: venerdì 28 e sabato 29 marzo, nella splendida cornice della Reggia di Caserta, si vivrà uno straordinario momento di incontro all’insegna della produzione d’eccellenza e della ricerca di tutti quei Paesi assimilabili ad un concetto di “Meridione enologico”. Un pensiero e un progetto che prendono il via da fattori di carattere geografico e climatico ma che, a ben vedere, si collegano ad elementi assai più complessi legati al mercato, al gusto, lo stile produttivo. Spagna, Portogallo, Marocco, Tunisia, Algeria, Libia, Egitto, Grecia, Cipro, Malta, Israele: come è facile immaginare l’area del Mediterraneo sarà il cuore pulsante della rassegna ma non mancheranno i protagonisti del ricco e controverso Nuovo Mondo del vino, dall’Australia al Sud Africa dalla California al Cile, passando per Argentina, India, Nuova Zelanda. Un ruolo assolutamente centrale sarà ovviamente riservato ai vini del Sud Italia, a cominciare dalle migliori aziende campane, per quella che si annuncia anche come una gustosa anteprima del Vinitaly, la più importante fiera del vino italiano che aprirà i battenti il 2 aprile a Verona. “In un periodo come questo”, sottolinea il Presidente dell’Ais Campania, Antonio Del Franco, “può sembrare per lo meno azzardato pensare alla nostra regione come teatro di un evento di questa portata. In realtà sono proprio questi i momenti in cui deve farsi ancora più forte la voglia di conoscenza e scoperta della nostra identità attraverso il confronto. Quando diciamo che in Campania affondano le radici della viticoltura, non facciamo solo un’autocelebrazione nostalgica, ma cerchiamo di mettere in relazione una storia gloriosa con le sfide del presente”. E’ proprio questo uno dei punti attorno al quale ruota la manifestazione di fine marzo. Attraverso i numerosi convegni di alto profilo tecnico e scientifico ma soprattutto grazie ai nutriti momenti di degustazione, si cercherà di capire quali sono le peculiarità delle diverse regioni presenti a “Radici del Sud” e quali sono i punti di forza e i punti di debolezza dei distretti campani in rapporto ad aree capaci di penetrare i mercati con vini dal prezzo estremamente favorevole e prodotti in grande quantità. Due incontri saranno completamente dedicati alla scoperta del Cile vitivinicolo e del patrimonio ampelografico californiano, si annunciano interessanti anche i due seminari-degustazione, il primo curato da Giovanni Ascione, collaboratore di Bibenda e 2000 Vini, l’altro incentrato sui vini e vitigni del Sud Italia all’estero, presentato da Nicoletta Gargiulo, recentemente premiata come miglior sommelier italiano. Ma non si parlerà soltanto di trade e produzione nella due giorni casertana: se la difficoltà e l’aggressività dei mercati tendono a mettere in competizione i diversi distretti enologici, negli ultimi tempi il mondo del vino è unito da una crescente preoccupazione legata ai cambiamenti climatici, specialmente nell’area del Mediterraneo. Si focalizzerà su queste e altre problematiche eno-ecologiche uno degli appuntamenti clou dell’edizione 2008 di “Radici del Sud”, il grande convegno sul clima che si terrà venerdì 28 marzo alle ore 16. I seminari e le degustazioni si svolgeranno tra il Teatro di Corte e l’interno della Reggia, mentre il bellissimo Porticato ospiterà l’area tasting, una zona attrezzata con circa 500 postazioni e gestita dall’Ais Campania, dove si potranno assaggiare tutte le etichette degli oltre 70 produttori provenienti da tutto il mondo. A completare il tutto un’imperdibile mostra curata dalla Sovrintendenza delle province di Caserta e Benevento, dal titolo “Arte e Vino negli Appartamenti Storici”, allestita proprio all’interno delle antiche sale della Reggia. La manifestazione sarà aperta al pubblico entrambi i giorni, venerdì 28 e sabato 29 marzo, dalle ore 9 alle ore 20 (ingresso gratuito con acquisto obbligatorio di bicchiere da degustazione al costo di 5 euro. Possibilità di acquisto della originale “gastrobag” al costo di 5 euro). Per informazioni e prenotazioni dei seminari l’info line è 0823.345188 - Email info@leradicidelsud.com LE RADICI DEL SUD 2008Info line: 0823.345188 E mail: info@leradicidelsud.comSito web: www.leradicidelsud.com Ufficio StampaPaolo De Cristofaro Tel: 339.4046737 Diana Cataldo Tel.: 320.4332561ufficiostampa@leradicidelsud.com